Come Lavorare la Ceramica

28. luglio 2019 Casa 0

Vedere uscire dalle proprie mani una ceramica artistica dà molta soddisfazione, anche senza usare il tornio possiamo realizzare oggetti molto originali. Le due tecniche di lavorazione (ceramica modellata e a colaggio) non richiedono fortunatamente una grande attrezzatura, ma dopo i pezzi dovranno essere cotti in forno.

La creta si trova in commercio sotto varie forme e in svariati colori. Esiste infatti sia in polvere (da sciogliere in acqua), densa, in secchi di plastica o confezionata in panetti già pronta per essere modellata.
I colori più comuni vanno dal bianco sporco al grigio scuro, dal giallo al rosso, ma bisogna considerare che durante la cottura essi cambiano colore. Durante la cottura o la sua essiccazione la terracotta si riduce di volume di circa il 10%.
Il pericolo maggiore durante la lavorazione è la formazione di eventuali bolle d’aria, all’interno del forno infatti l’aria si espande e quando non trova nessuna via d’uscita la pressione fa saltare i recipienti in cottura.
Tecnica di colaggio: per colare oggetti in ceramica, occorre uno stampo con la forma del recipiente desiderato. Si può prendere anche un vaso già pronto e colare la forma in gesso. Quando il gesso si sarà indurito, la forma si stacca facilmente.
Basta rivestire il modello con un foglio di plastica per far risultare perfettamente levigata la superficie del gesso. La forma di gesso quindi si riempie fino all’orlo con l’argilla fluida. Dopo, quando il suo volume si sarà ridotto si torna a riempirla.

Mentre il gesso assorbe i liquidi, sulla parete interna si forma uno strato di argilla solida. A fenomeno avvenuto si versa l’argilla eccedente. La sbavatura che resterà sul piano di gesso della forma si lascia asciugare finchè non sarà leggermente secca, poi la si raschia via con la spatola.
Asciugando, la massa di argilla subirà una diminuzione di volume del 10%, con questa riduzione si stacca facilmente dal gesso e si può estrarre. Per precauzione però è bene estrarre dalla forma di gesso l’oggetto ottenuto con entrambe le mani, in modo da evitare di danneggiarlo.
Per ottenere la forma di una bottiglia, lo stampo è diviso in due parti, quella iferiore è forata agli angoli, quella superiore invece è fornita di coni. La sagoma inferiore della bottiglia deve essere passata due volte con vernice speciale. Evitare che la vernice penetri nel vano di colaggio. Legare con forza le due parti della forma, versare con imbuto e colino l’argilla fluida.

Ceramica da modellare: dalla massa di argilla, non troppo umida, si stacca la quantità necessaria per modellare una serie di cordoni, che si lavorano a mani aperte. Il fondo di un recipiente si forma con uno di questi cordoni avvolto a spirale e spianato con cura, eliminando le eventuali bolle d’aria.
La parete del recipiente si ottiene creando tanti anelli formati dai restanti cordoni, tagliati alla stessa lunghezza. Il collegamento tra il fondo del vaso ed il primo cerchio di base deve essere molto curato, perchè dovrà portare il carico maggiore.
Ovviamente, per lavori più professionali è consigliabile utilizzare un attrezzo come il tornio per ceramica.
Anche gli altri punti di collegamento ed i bordi sagomati della teiera vanno lavorati con molta cura, per evitare che si producano spaccature nel corso della cottura. Il becco si applica dopo aver praticato, con un sottile ferro da calza, in corrispondenza dell’attacco sulla teiera una rosa di fiorellini, che serviranno anche da filtro per il tè.
Becco e manico della teiera si applicano inumidendo e poi spalmando di argilla fluida le giunzioni. Premere i pezzi da far aderire, fino a far fuoriuscire l’argilla in eccesso. La tecnica di composizione dell’argilla a piastre si usa per recipienti a parallelepipedo.

L’argilla spianata si taglia con il coltello. Lasciate poi riposare le parti per trenta minuti. Durante il riposo le superfici acquistano rigidità. Poi si uniscono tra loro con una densa fanghiglia che dobbiamo preparare in precedenza mescolando argilla e acqua.
La fanghiglia di argilla si spalma sui lati da congiungere, si uniscono poi questi ultimi con forza e la densa pappa che fuoriesce si distribuisce ai lati con le dita. Con l’aiuto di un bicchiere o una formina per dolci, sul lato che chiude il parallelepipedo, si pratica un foro del diametro necessario sul quale andrà posto il collo del vaso.
Si colloca sul foro un cilindro precedentemente modellato con una striscia di argilla. Occorrono esercizio e pazienza per levigare e applicare bene il collo del recipiente. Il metodo più semplice per modellare l’argilla è quello di usare i pollici. Con questa tecnica si possono ricavare vasetti, portaceneri e soprammobili vari.


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